Avviata la rete regionale dei Punti di Facilitazione Digitale
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Avviata la rete regionale dei Punti di Facilitazione Digitale

Accompagnare i cittadini, spiegare modalità e forme dell’utilizzo di un servizio digitale. È stata avviata, in Puglia, la Rete dei Punti di Facilitazione Digitale: si tratta di sportelli che permettono ai cittadini di rivolgere qualsiasi domanda sull’uso delle nuove tecnologie, trasformandoli in protagonisti del processo digitale che ha coinvolto tutto il paese. Un progetto finanziato dalla Regione Puglia grazie al supporto di fondi statali e legati al PNRR che ha investito molto sul digitale attraverso la creazione di servizi di inclusione.
L'iniziativa è stata presentata nel corso di una tavola rotonda tenutasi il 24 gennaio 2024 presso il Padiglione istituzionale della Regione Puglia alla Fiera del Levante. Nel corso dell' evento è stato presentato il ruolo strategico di ARPAL Puglia come soggetto sub-attuatore di tale misura. In particolare, in oltre 40 Centri per l’Impiego sono stati allestiti punti di facilitazione digitale con l’obiettivo di sostenere lo sviluppo pratico di competenze digitali nella cittadinanza, contribuendo all’inclusione digitale della popolazione che non accede ancora a Internet, facilitando in particolare l’accesso a strumenti e tecnologie informatiche, quali l’uso dello Spid, l’accesso al portale LavoroXTe Puglia e l’uso di programmi di videoscrittura per la realizzazione del proprio Curriculum Vitae, che possano coadiuvare gli utenti nell’usufruire delle iniziative e dei servizi offerti da ARPAL.
“ll rafforzamento delle competenze digitali deve far rima con i concetti di uguaglianza e democrazia, a cominciare dalle persone non più giovanissime e da quelle in condizioni di fragilità, considerando che ciascuno di noi è calato in un mondo in cui viene richiesto sempre di più l’accesso a piattaforme digitali nei rapporti con i gestori dei servizi, anche pubblici” ha dichiarato, nel suo intervento, l’Avv. Serena Triggiani, Consigliera di Amministrazione di ARPAL Puglia. “Il monito che deve rappresentare la motivazione principale nel farsi prossimi nei confronti dei cittadini che accederanno al servizio deve essere che, se da un lato queste modalità semplificano la vita e consentono l'espletamento di pratiche da casa, dall’altro rischiano di mettere in difficoltà le utenti e gli utenti meno abituati all’uso della tecnologia o privi delle conoscenze e degli strumenti necessari. Non possiamo permettere alla tecnologia di lasciare indietro nessuno. La tecnologia deve far rima con inclusione, permettendo di godere a tutti dei propri diritti di cittadinanza digitale attiva.”
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Pubblicato il 26 gennaio 2024