Entro il 2026 ci sarà bisogno di quattro milioni di occupati
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Entro il 2026 ci sarà bisogno di quattro milioni di occupati

Nel 2022 l’Italia ha registrato un netto miglioramento delle condizioni del mercato del lavoro. Il tasso di occupazione nel secondo trimestre dell’anno si è portato al 60,2%, che rappresenta il suo massimo storico e parallelamente si è osservato l’aumento del tasso di attività e la diminuzione del tasso di disoccupazione (sceso all’8,1%). Nonostante l’andamento positivo dell'occupazione, nei primi nove mesi dell'anno, su quasi 420mila nuove assunzioni mediamente previste, 170mila (40,3%) risultano di difficile reperimento. Nello stesso periodo del 2019, erano il 28,2%. I dati arrivano dal XXIV Rapporto del Cnel Mercato del lavoro e contrattazione collettiva, presentato a Roma lo scorso 14 dicembre.
Il Rapporto del Cnel stima che tra il 2022 e il 2026 il mercato del lavoro italiano potrà avere bisogno di 4,1-4,6 milioni di occupati. Oltre il 60% del fabbisogno riguarderà il possesso di competenze "verdi" necessarie alla transizione ecologica. Le principali criticità si manifesteranno nella ricerca di professionalità caratterizzate da un elevato grado di difficoltà di reperimento: medici, infermieri, fisioterapisti, professioni qualificate nei servizi sanitari e sociali, che saranno essenziali per la riorganizzazione e implementazione della rete di assistenza sanitaria territoriale, tra gli obiettivi del Pnrr. Stesse difficoltà anche per le professioni legate all’innovazione tecnologica e alla transizione digitale come specialisti in scienze matematiche e informatiche, tecnici Ict, ingegneri e tecnici in campo ingegneristico.
La parziale riduzione della disoccupazione si accompagna a un ampio ricorso a varie forme di orario ridotto, non solo casse integrazioni, pure in calo, ma anche l’ampia presenza di part time spesso involontario. Inoltre, permangono disparità nelle opportunità di lavoro, soprattutto per le donne, ancora troppo penalizzate. La ripresa occupazionale ha avvantaggiato relativamente i lavoratori più giovani, soprattutto i soggetti con alti livelli di scolarizzazione, mentre le donne restano ancora penalizzate. Un fattore di contesto decisivo per la ripresa della crescita (potenziale) dell’economia e dell’occupazione è stato già nello scorso anno e potrà essere ancora di più nel prossimo futuro il Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR). La effettiva attuazione di gran parte delle attività programmate dal PNRR sarà determinante anche per dare sostegno alle prospettive apertesi per la ripresa e per la occupazione. Il successo della strategia delineata dal PNRR dipende dall’attuazione, simultanea e sinergica, del Programma GOL, del Piano straordinario per il potenziamento dei Centri per l’impiego e del Piano Nuove Competenze.
Pubblicato il 29 dicembre 2022