Occupazione in Puglia: oltre 10mila nuovi lavoratori con gli strumenti di agevolazione per le imprese. Intervento complessivo della Regione Puglia per 3 miliardi di euro
Contenuto principale
Occupazione in Puglia: oltre 10mila nuovi lavoratori con gli strumenti di agevolazione per le imprese. Intervento complessivo della Regione Puglia per 3 miliardi di euro
Assessore allo Sviluppo economico: “Lavorare per potenziare l’occupazione, dovere morale prima che politico”

Diecimila nuove unità da inserire nel mondo del lavoro e un’occupazione a regime, tra occupati e nuovi lavoratori, vicina alle 90mila unità nei prossimi anni. È l’obiettivo al quale la Regione Puglia sta lavorando con Dipartimenti, Agenzie e Società in house coinvolte nelle politiche di sviluppo e lavoro.
Sono precisamente 9.786 gli incrementi occupazionali previsti dai progetti presentati dalle imprese che stanno investendo nelle 11 misure promosse dal Dipartimento regionale Sviluppo economico e gestite dalla società in house e finanziaria regionale Puglia Sviluppo. 300 sono le assunzioni di persone con disabilità da realizzare con gli “Incentivi assunzione persone con disabilità” avviati dal Dipartimento Lavoro.
Questi numeri sono frutto delle elaborazioni prodotte dai dipartimenti regionali, al netto di altre quattro misure, gestite da InnovaPuglia, le cui ricadute occupazioni potranno essere calcolate con precisione a progetti conclusi. In questo quadro si inseriscono anche gli interventi varati dal Dipartimento regionale Politiche del lavoro, istruzione, formazione: Punti Cardinali for Work, punti di orientamento per la formazione e il lavoro, Gol (Garanzie Occupabilità Lavoratori), intervento di Politiche Attive del Lavoro realizzato con i fondi del Pnrr (che in Puglia ha raggiunto risultati straordinari con 400mila cittadini presi in carico e decine di migliaia di beneficiari coinvolti in attività di politiche attive e formazione), Garanzia Giovani, Fondo regionale e Tirocini per persone con disabilità, oltre agli strumenti per la formazione e la riqualificazione dei lavoratori in cassa integrazione straordinaria della Puglia e del territorio di Taranto, gli ammortizzatori sociali, il piano di potenziamento dei Centri per l’Impiego.
Politiche che ad oggi sono sostenute da un investimento pubblico di 3 miliardi di euro tra misure per le imprese, accompagnamento al lavoro, corsi di formazione, ammortizzatori sociali, risorse provenienti da fondi specifici assegnati dalla UE e dal Pnrr.
A questo si aggiunge il lavoro di Arpal, Agenzia Regionale Politiche attive del Lavoro, che dopo aver gestito l’anno scorso, 17.830 annunci di lavoro con 200.836 candidature, da gennaio ad aprile 2026, ha realizzato attraverso i suoi Centri per l’Impiego, 38 iniziative di reclutamento in tutte le province pugliesi. Protagoniste 504 aziende di diversi settori economici per 7.384 le candidature. Negli stessi mesi, il portale “Lavoro per te” della Regione Puglia pubblicava 6.898 annunci per 54.799 posizioni lavorative ricercate ricevendo 84.971 candidature a riscontro dei fabbisogni occupazionali evidenziati dalle imprese.
L’Arti Puglia, l’Agenzia Regionale per la Tecnologia, il Trasferimento Tecnologico e l’Innovazione, affianca questo processo mediante l’Osservatorio regionale del mercato del lavoro, strumento fondamentale per supportare le politiche attive del lavoro e individuare i trend previsionali del mercato. Arti contribuisce inoltre al rafforzamento dell’occupazione anche con iniziative di sostegno all’imprenditorialità innovativa, come la Start Cup Puglia, i programmi di accompagnamento per giovani e imprese femminili agevolati da Nidi e le iniziative di Percorsi d’Impresa.
La gestione delle crisi aziendali è oggetto del lavoro del Sepac, guidato da Leo Caroli, che ha l’obiettivo di salvaguardare l’occupazione e di collaborare alla risoluzione delle crisi aziendali, spesso con un lavoro di prevenzione e monitoraggio.
Il lavoro complessivo del Sistema Regione Puglia su sviluppo e politiche attive del lavoro ha permesso alla Puglia di raggiungere risultati positivi in termini di occupazione.
Il tasso di occupazione, ad esempio, passato dal 45,5% del 2018 al 51% del 2025 o quello di disoccupazione da 16,3% nel 2018 a 10,3% nel 2025 e il tasso di inattività da 45,7% a 43,2%, dati migliori rispetto alla media del Mezzogiorno, mentre si riduce costantemente, seppur lentamente, la forbice con i dati nazionali. Oggi la Puglia – secondo i dati Istat e dell’Osservatorio regionale – conta 1milione 300mila occupati, Sono 98mila in più rispetto al 2018.
Tuttavia ci sono ancora ampi margini di miglioramento per spingere l’acceleratore sulle opportunità di lavoro in Puglia, arginare la migrazione dei giovani in altre regioni e in altri Paesi, combattere la precarietà e favorire l’ingresso delle donne nel mondo del lavoro. A sottolinearlo è l’assessore allo Sviluppo economico e Lavoro della Regione Puglia: “Lo sviluppo di 10mila posti di lavoro nei prossimi anni, legati solo al sistema dei bandi e degli incentivi è una buona prospettiva di partenza. Su questi dobbiamo vigilare affinché gli impegni presi siano mantenuti e che il lavoro sia di qualità perché non c’è reale sviluppo senza un lavoro stabile e adeguato. Su questo siamo intenzionati ad andare avanti consapevoli che c’è ancora molto da fare. Lavorare per potenziare l’occupazione è un dovere morale prima che politico. Il prossimo passa sarà migliorare la qualità dei servizi perché questo favorisce l’incontro tra domanda e offerta incentrato sulle competenze.
Uno dei nostri problemi più grandi – spiega – è il cosiddetto mismatch, cioè la mancata corrispondenza tra le posizioni offerte dalle imprese e le competenze dei lavoratori. Per incidere su questo disallineamento dobbiamo agire sia sulle imprese sia sui lavoratori. Per quanto riguarda le imprese – sottolinea l’assessore – è importante migliorare la qualità dell’analisi investendo nell’Osservatorio regionale del mercato del lavoro così come dobbiamo lavorare per adeguare velocemente e costantemente il repertorio delle figure professionali per individuare le competenze che servono alle aziende e quindi agire di conseguenza con una formazione mirata, adeguata ai fabbisogni espressi dalle imprese e successivamente misurare gli effetti reali di questa formazione e delle attività di presa in carico delle Agenzie per il Lavoro. Ma l’occupazione – ha precisato – si crea anche attirando investimenti in Puglia dalle altre regioni e dagli altri Paesi. È per questo che stiamo progettando un One stop shop, sportello unico per l’attrazione di nuovi investimenti che funga da soggetto attrattore e da interlocutore unico sui nuovi insediamenti. Sul versante tarantino, dove si scontano ancora dati di disoccupazione importanti ci stiamo concentrando su sulle misure del Just Transition Fund e in tempi brevi agli strumenti già attivi si aggiungerà Nidi JTF, l’avviso che favorirà la creazione di nuove iniziative di impresa in quel territorio”.
In allegato, i dati numerici dell'occupazione in Puglia.
Pubblicato il 30 aprile 2026