Parte anche a Taranto il progetto R.I.Vi.Vi. di Arpal Puglia per l’accompagnamento al lavoro delle donne vittime di violenza
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Parte anche a Taranto il progetto R.I.Vi.Vi. di Arpal Puglia per l’accompagnamento al lavoro delle donne vittime di violenza

Il lavoro per riprendere o iniziare un percorso di autodeterminazione, per affrancarsi da condizioni di ricatto economico e di dipendenza. Sono gli obiettivi del progetto interistituzionale “R.I.Vi.Vi.” (acronimo di Riconquista dell’Indipendenza per le Vittime di Violenza), elaborato dall’Ufficio Coordinamento dell’Ambito di Lecce di Arpal Puglia, esteso prima al territorio brindisino e ora anche anche i Centri per l’impiego di Taranto.
L’Ufficio Coordinamento dell’Ambito di Taranto lo ha condiviso ieri durante una conferenza stampa con i Centri antiviolenza “Alzaia” e “Sud Est”, con la cooperativa “DOMUS”, con gli Ambiti territoriali sociali e con la consigliera di parità della Provincia di Taranto, alla presenza di Gianluca Budano, direttore ARPAL Puglia; di Luigi Mazzei, dirigente dell’U.O. Coordinamento e Servizi per l’Impiego di Lecce-Brindisi-Taranto; dei referenti di Cav, case rifugio e Ambiti sociali.
A illustrare il progetto nel dettaglio, durante la conferenza stampa, sono stati il responsabile unico dei Centri per l’Impiego dell’Ambito territoriale di Taranto, Michele Coviello; la progettista nonché referente di R.I.Vi.Vi. per l’Ambito Territoriale di Lecce, Barbara Rodio, e la referente per quello di Taranto, Mariarosaria Accetta ha il merito di aver istituito un e di per le donne vittime di violenza, estendendola anche che abbiano compiuto i 16 anni di età e che risultino.
“I centri per l’impiego - ha sostenuto il direttore Budano – sono quotidianamente impegnati nel prestare massima attenzione nei confronti di quell'utenza che presenta uno o, spesso, più aspetti di fragilità rispetto al contesto sociale e lavorativo. Nel caso di R.I.Vi.Vi., l’approccio che ARPAL ha delineato punta ad andare oltre l’offerta dei classici strumenti di base per l’inserimento o il reinserimento lavorativo, per intervenire in maniera multidisciplinare e, soprattutto, integrata dinanzi alla loro condizione di debolezza. Compito dell’Agenzia sarà anche quello di elaborare proposte di interventi di protezione sociale a favore di quelle categorie che ne risultano ancora scoperte, proprio come nel caso delle donne vittime di violenza, da mettere a disposizione degli organi di indirizzo politico e istituzionale per le competenze di propria spettanza. Tanto per fare del collocamento mirato lo strumento di protezione di tutte le categorie fragili e non solo degli attuali beneficiari protetti”.
Pubblicato il 04 giugno 2024