Come trattenere e attrarre i giovani in Puglia

Benvenute e benvenuti a un nuovo appuntamento con la nostra rubrica. Oggi vi proponiamo la lettura dell'intervista curata da Enrico Conte, pubblicata sulla rivista online "Il Pensiero Mediterraneo", che raccoglie i contributi  del Direttore di ARPAL Puglia, Gianluca Budano, insieme a Marilù Fiore (Vice-presidente del gruppo giovani imprenditori di Confindustria Puglia) e Andrea Salvati (Direttore Osservatorio Economico di Aforisma, Lecce).

I dati parlano chiaro: tra il 2011 e il 2024 sono emigrati dall'Italia circa 630 mila giovani, il 35% dei quali dal Sud. Un forte paradosso, considerando il boom internazionale del turismo pugliese (+12%).

Come trattenere i nostri talenti? Il Direttore Budano invita a un cambio di narrazione: in Puglia ci sono migliaia di opportunità, ma il 42% delle offerte incontra difficoltà nella copertura. Per invertire la rotta, l'impegno di ARPAL si concentra su leve strategiche: 

  • Superamento del mismatch: Il rapporto ARPAL offre un punto di certezza sulle reali necessità di forza lavoro delle imprese pugliesi, strumento indispensabile per orientare il sistema di istruzione e formazione;
  • Giustizia territoriale: Si stanno moltiplicando le attività di servizio pubblico nei territori con maggiore necessità di riallinearsi, per rendere omogenea l'attrattività regionale e favorirne il ripopolamento
  • Occupazione femminile: Il 65% della popolazione attiva in età lavorativa in Puglia è donna. ARPAL affronta il divario di genere mettendo in campo protocolli operativi dedicati e percorsi di politica attiva
  • Dignità salariale: La Puglia è capofila nazionale per il salario minimo nella programmazione dei suoi appalti pubblici, per evitare che lavorare diventi sconveniente, pur mantenendo le dinamiche salariali nell'alveo della contrattazione collettiva.

L'intervista si arricchisce delle prospettive del mondo datoriale e formativo. Marilù Fiore e Andrea Salvati concordano su una priorità assoluta: la Puglia deve smettere di crescere "a progetti" e iniziare a crescere "a sistemi". Questo significa scegliere 3-4 filiere prioritarie (come l'agroindustria ad alta tecnologia, le energie rinnovabili e il turismo culturale) e concentrarvi incentivi e formazione. Inoltre, emerge il ruolo cruciale e ancora troppo trascurato degli ITS (Istituti Tecnologici Superiori), che formano competenze tecniche immediatamente spendibili e che devono diventare un canale "naturale" di collegamento tra giovani e fabbisogni reali delle imprese.

Pubblicato il 02 marzo 2026