L’intelligenza artificiale può spingere il lavoro di chi si aggiorna sempre

L’intelligenza artificiale sta rapidamente ridefinendo il mercato del lavoro: accelera la domanda di competenze avanzate, aumenta il valore delle capacità umane come giudizio, creatività e leadership e premia le aziende che l’adottano in modo strategico.

E' quanto emerge dall'articolo dal titolo "L’intelligenza artificiale può spingere il lavoro di chi si aggiorna sempre: ecco come cambiano competenze, mansioni e retribuzioni" di Irene Consigliere, pubblicato il 4 agosto 2026 sull'edizione online del Corriere della Sera.

Le trasformazioni più rapide interessano in particolare le professioni digitali, le attività di business e i ruoli legati alla produzione di contenuti, che registrano una crescente ampiezza e multidimensionalità delle competenze richieste. L’intelligenza artificiale non sta quindi sostituendo le competenze esistenti, ma sta accelerando la combinazione tra capacità tecniche, competenze trasversali e conoscenze specialistiche.

L'articolo cita i dati della ricerca "Global AI Jobs Barometer 2026" di PwC, realizzata su un miliardo di annunci di lavoro: il premio salariale per chi possiede competenze nell’IA è salito al 62%, rispetto al 57% dell’anno precedente. Inoltre, i posti di lavoro che necessitano competenze AI crescono otto volte di più rispetto agli altri. 

Questa rapida trasformazione colpisce soprattutto i più giovani. Lo studio Canaries in the Coal Mine del Digital Economy Lab di Stanford registra un calo relativo del 16% delle retribuzioni dei lavoratori tra i 22 e i 25 anni nelle professioni più interessate dall’IA.  Se da un lato servono abilità tecniche per dialogare con gli algoritmi, dall'altro acquisiscono un peso inedito le cosiddette competenze trasversali (creatività, pensiero critico e intelligenza emotiva), impossibili da delegare alle macchine. 

Il mercato del lavoro, dunque, non è destinato a collassare, ma a riorganizzarsi attorno a nuove gerarchie di competenze. La vera sfida sarà colmare il divario di competenze, trasformando l’aggiornamento continuo in uno strumento di crescita e non di disuguaglianza. 
 

Pubblicato il 07 agosto 2026